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April 01
...sorridono quando vogliono gridare,
cantano quando vogliono piangere, piangono quando sono felici, ridono quando sono nervose, lottano per quello che vogliono, amano senza condizioni, si rompono il cuore quando muore un amico, si accontentano di piccole cose. Ognuno di noi é nato da una donna. è il cuore delle donne che fa girare il mondo!!!
Ci sono donne che camminano controvento da una vita... ci sono donne che hanno occhi profondi e sconosciuti come oceani... ci sono donne che cambiano pelle per amore... ci sono donne che donano il loro cuore per poi ritrovarsi a raccattarne i cocci al sole... ci sono donne che in silenzio fanno ballare la propria anima su una spiaggia al tramonto... ...se ti fermi un istante le puoi sorprendere... mentre lottano contro il proprio istinto... mentre fanno passeggiare il proprio dolore a piedi nudi... affrontando onde che ad ogni mareggiata sono sempre più minacciose... ci sono donne che chiudono gli occhi ascoltando una musica lenta... che rende ancora più salate le loro lacrime... ci sono donne che con orgoglio ma con il nodo in gola rinunciano alla felicità... ci
sono donne che con i loro occhi fotografano quegli splendidi ma così
fugaci attimi in cui si sentono abbracciate dall'amore... sperando di mantenerli vivi e colorati per sempre... ...se apri gli occhi un istante le puoi osservare... mentre disseminano briciole di se stesse lungo il percorso... verso quel treno che le porterà via... mentre urlano la loro rabbia contro vetri tremolanti di una casa diventata prigione... mentre sorridono di disperazione a chi le vorrebbe far tornare alla vita di sempre... ci sono donne che non si fermano davanti a nulla perché non troveranno mai la fine di quel filo... ci sono donne che hanno fatto un nodo per ogni loro lacrima... sperando che arrivi qualcuno a scioglierli... ...non fermare il cuore di una donna... ...niente vale di più... ...non far piangere una donna... ogni lacrima è un po' di lei stessa che se ne va... non farla aspettare da sola ed impaurita seduta sul confine della pazzia... e... se la vuoi amare... fallo davvero... con tutto te stesso... stringila e proteggila... lotta per lei... piangi con lei... donale il più bel raggio di sole... ogni giorno... tieni sempre accesa quella luce nei suoi occhi... quella luce è speranza... è amore... è puro spirito... è vento... è la più bella stella di qualsiasi notte... March 27 E crescendo impari che la felicità non e' quella delle grandi cose.
Non e' quella che si insegue a vent'anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi...
La felicità non e' quella che affanosamente si insegue credendo che l'amore sia tutto o niente,...
non e' quella delle emozioni forti che fanno il "botto" e che esplodono fuori con tuoni spettacolari...,
la felicità non e' quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.
Crescendo impari che la felicità e' fatta di cose piccole ma preziose....
...e impari che il profumo del caffe' al mattino e' un piccolo rituale
di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un
libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una
cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo
gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve.
E impari che la felicità e' fatta di emozioni in punta di piedi, di
piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti
possono commuovere e il sole far brillare gli occhi,
e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il
profumo della primavera ti sveglia dall'inverno, e che sederti a
leggere all'ombra di un albero rilassa e libera i pensieri. E impari che l'amore e' fatto di sensazioni delicate, di piccole
scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari
che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più
di tante ore,
e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare
in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto
per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami. E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccolo attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi. E impari che tenere in braccio un bimbo e' una deliziosa felicità.
E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami...
E impari che c'e' felicità anche in quella urgenza di scrivere su un
foglio i tuoi pensieri, che c'e' qualcosa di amaramente felice anche
nella malinconia. E impari che nonostante le tue difese,
nonostante il tuo volere o il tuo destino,
in ogni gabbiano che vola c'e' nel cuore un piccolo-grande
Jonathan Livingston.
E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.
March 07 particolare del bouquet regalatomi dal mio amore
Auguri a tutte le Donne
Ricordiamoci però che questa ricorrenza deve essere una scusa in più per stare tra noi e per farci coccolare dai nostri uomini. No fatela diventare una ricorrenza per abbassarsi al livello dei molti uomini che sbavano dietro un paio di tette, andando a vedere spogliarelli o cose simili...
Nel tuo
esserci l'incanto dell'essere,
La vita, tua storia,
segnata dal desiderio d'essere
semplicemente donna!
Nel tuo corpo ti porti,
come nessun altro,
il segreto della vita!
Nella tua storia
la macchia dell'indifferenza,
della discriminazione, dell'oppressione…
in te l'amore più bello,
la bellezza più trasparente,
l'affetto più puro
che mi fa uomo!
Eliomar Ribeiro de Souza
February 14
Tanti e tanti secoli fa, nell'Isola, sul Mar Giallo, viveva una coppia di giovani. L'uomo si chiamava Da Chen, la donna Shui She. La loro capanna era sulla riva di un fiume e vivevano di pesca. In una bella giornata limpida e luminosa Da Chen e Shui She stavano pescando come al solito, quando d'improvviso l'aria fu scossa da un fragoroso boato, la terra cominciò a tremare, l'acqua del fiume prese a bollire e, in un batter d'occhio, cielo e terra si oscurarono: il sole era scomparso! I due sposi fuggirono via, spaventati, e, a tentoni, dopo aver vagato a lungo nel buio, ritrovarono la via di casa. La sera, quando la luna si levò alta nel cielo, Da Chen e Shui She pensarono di approfittare di quei pallidi raggi per riparare le reti da pesca che si erano rotte durante la fuga. Ma ecco che, d'improvviso, nell'aria della notte risuonò di nuovo un fragoroso boato e anche la luna scomparve! Da quel giorno in poi, senza piú sole e senza piú luna, il mondo intero prese l'aspetto di un immenso calderone nero e nessuno riusciva piú a distinguere il giorno dalla notte. I fiori non sbocciavano, gli uccelli non cinguettavano, gli alberi e le messi erano rinsecchiti. Come si poteva vivere cosí? Da Chen disse: - Il sole e la luna sono certamente caduti in qualche luogo sconosciuto. Vado a cercarli! - Dove vai tu vengo anch'io - replicò Shui She. - Partiamo insieme. E cosí chiusero la porta della capanna e, con una torcia in mano per rischiarare il cammino, si misero alla ricerca del sole e della luna. Cammina, cammina, accendi una torcia e poi un'altra, senza piú sapere quante miglia avessero percorso, i due sposi, un bel giorno, arrivati ai piedi di un'alta montagna, videro accendersi sulla cima un gran bagliore, e poi spegnersi e accendersi di nuovo. Meravigliati da quel fenomeno, decisero di dargli un'occhiata da vicino. Avevano appena cominciato a arrampicarsi quando si imbatterono in un vecchio dalla barba bianca. Da Chen gli chiese: - Venerabile vecchio, puoi spiegarci cos'è mai questo bagliore che appare e scompare davanti ai nostri occhi? Il vecchio rispose: - Sono il sole e la luna. - Eh? Com'è possibile? Il vecchio allora raccontò che, proprio in cima a quella montagna, c'era una pozza d'acqua profondissima e cristallina dove vivevano due draghi malvagi: l'Imperatore Drago e la sua consorte. Un giorno che il sole stava riflettendo i suoi raggi proprio su quella pozza, l'Imperatore Drago era improvvisamente balzato fuori dall'acqua e, con le fauci spalancate, lo aveva inghiottito in un solo boccone. Arrivata la sera di quel giorno, quando la luna aveva riflesso la sua luce argentea sulla pozza, l'Imperatrice Drago era balzata improvvisamente fuori dall'acqua e, con le fauci spalancate, l'aveva inghiottita in un solo boccone. Da quel giorno i due non facevano che nuotare su e giú, giocando divertiti con il sole e con la luna proprio come se fossero due palle; ora li ingoiavano, ora li sputavano per ingoiarli di nuovo. Da Chen e Shui She dissero rivolti al vecchio: - Venerabile vecchio, non sappiamo piú quante miglia abbiamo percorso né quante torce abbiamo consumato in questa terra buia, e sai perché? Proprio per ritrovare il sole e la luna! Il vecchio rispose: - Quei due draghi sono ferocissimi! Hanno inghiottito il sole e la luna, come potete sperare di vincerli? - Proveremo ugualmente - ribatterono i due sposi. - Aspetta e vedrai, venerabile vecchio... riporteremo certamente indietro il sole e la luna. - Siete due giovani coraggiosi e voglio aiutarvi - disse il vecchio. - Per affrontare i due dragoni, dovrete impadronirvi dell'Ascia d'Oro e delle Forbici d'Oro sepolte nel cuore del Monte Alishan. Sono le uniche armi efficaci per le loro fauci e i loro artigli. Su presto, andate! Da Chen e Shui She ringraziarono il vecchio inchinandosi molte volte, poi corsero al Monte Alishan e scava e scava, finalmente arrivarono al cuore del monte e dissotterrarono l'Ascia d'Oro e le Forbici d'Oro. Da Chen impugnò l'Ascia, Shui She le Forbici, poi tutti e due salirono sulla cima della montagna e affacciandosi al bordo della pozza videro i due draghi che giocavano con il sole e la luna; ora guazzavano in superficie, ora si inabissavano, nuotando veloci. Allora Da Chen scagliò l'Ascia d'Oro nella pozza. Si udirono due suoni soffocati... splash... splash... ed ecco le teste dei dragoni, tagliate di netto, venire a galla, mentre l'acqua tutto intorno si tingeva di rosso. I dragoni, però, non erano ancora morti e stavano per balzare fuori dagli abissi e fuggire nel cielo. Ma Shui She, rapidissima, scagliò le Forbici d'Oro nella pozza. Si udirono due suoni soffocati... ciak... ciak... e le teste dei dragoni andarono in pezzi. Il sole, immenso e ribollente, e la luna, splendente e cristallina, rotolarono fuori dalle fauci dei mostri. Subito Da Chen afferrò il sole, lo scagliò verso il cielo azzurro e, per non farlo ricadere giú, prese un grosso albero di palma e lo puntellò bene in alto con il tronco possente. Dopo uno, due, tre giorni... finalmente il sole rimase fermo in mezzo al cielo. Ora era la volta di Shui She che afferrò la luna, la scagliò nell'alto del firmamento stellato, quindi prese lei pure un robusto albero di palma e con il tronco puntellò l'astro d'argento finché non rimase fermo in mezzo al cielo. Cosí il mondo ebbe di nuovo giorni chiari e notti d'argento, i fiori ripresero a sbocciare, gli uccelli a cinguettare, gli alberi e le messi crebbero piú rigogliosi di prima. Secolo dopo secolo, i due tronchi usati da Da Chen e Shui She per puntellare il sole e la luna si trasformarono in due immense montagne, la montagna di sinistra si chiama Da Chen, quella di destra Shui She, e la pozza in cima alla montagna è conosciuta da tutti come la Pozza del Sole e della Luna.

Per gli antichi Romani Febbraio era considerato il mese in cui ci si preparava all'arrivo della primavera (ritenuta la stagione della rinascita). Si iniziavano i riti della purificazione: le case venivano pulite e vi si spargeva del sale ed una particolare farina. Verso la metà del mese iniziavano le celebrazioni dei Lupercali (dèi che tenevano i lupi lontano dai campi coltivati). I Luperici, l'ordine di sacerdoti addetti a questo culto, si recavano alla grotta in cui, secondo la leggenda, la lupa aveva allattato Romolo e Remo e qui compivano i sacrifici propiziatori. Il sangue degli animali veniva poi sparso lungo le strade della città, come segno di fertilità. Il vero "evento" per la gioventù romana di allora era però una specie di lotteria dell'amore. I nomi delle donne e degli uomini che adoravano questo Dio venivano messi in un'urna e opportunamente mescolati. Quindi un bambino sceglieva a caso alcune coppie che per un intero anno avrebbero vissuto in intimità affinchè il rito della fertilità fosse concluso. L'anno successivo sarebbe poi ricominciato nuovamente con altre coppie. Nel 496 d.C Papa Gelasio annullò questa festa pagana sostituendola con quella di san Valentino vescovo, martirizzato dall'imperatore Claudio II in quanto univa in matrimonio giovani coppie alle quali l'imperatore aveva negato il consenso. Prima della sua esecuzione, Valentino che si era innamorato della figlia del suo carceriere, le scrisse una ultima lettera firmandola "dal tuo Valentino" frase che è arrivata fino ai nostri giorni. Nonostante siano passati tanti secoli, questa festa ha sempre mantenuto il significato di celebrare il Vero Amore. Le vicende riguardanti San Valentino sono abbastanza confuse, ma intorno alla sua figura ruotano molte leggende, che hanno senz'altro uno sfondo di verità, e che riguardano tutte episodi d'amore.
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